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Tre barattoli senza marca né etichetta, accanto a un documento stampato aperto e a una matita

Dossier

Leggere l’etichetta di un integratore: guida pratica

Due prodotti che dichiarano lo stesso peso possono contenere quantità molto diverse. La differenza è scritta sulla confezione, in un numero che quasi nessuno legge.

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Un’etichetta porta due tipi di informazione che non vanno confusi. Le quantità dichiarate si leggono nella tabella e si confrontano con un calcolo: peso dell’estratto, titolazione, rapporto di estrazione, dose giornaliera. L’affermazione di effetto, invece, non si confronta ma si verifica su un registro pubblico, perché è soggetta a un regime di autorizzazione.

L’essenziale

  • Il peso dell’estratto non dice quanta sostanza di riferimento contiene: quel dato è la titolazione.
  • La sola quantità comparabile fra due prodotti è il totale per dose giornaliera dichiarata.
  • Un’affermazione di effetto è autorizzata, in attesa di valutazione, o priva di copertura: i tre stati non si equivalgono.
  • Su un cosmetico gli ingredienti compaiono in quantità decrescente, e «naturale» non è una certificazione.

Perimetro Si rivolge a chi legge un’etichetta prima o dopo l’acquisto. Non valuta prodotti, non ne consiglia, non indica posologie né durate di assunzione. Le domande da porre prima di comprare sono trattate in Domande da banco. Ogni domanda di salute va al medico o al farmacista.

Un’etichetta di integratore vegetale porta due tipi di informazione che non vanno confusi. Ci sono le quantità dichiarate, che si leggono nella tabella e si confrontano con un calcolo: peso dell’estratto, titolazione, rapporto di estrazione, dose giornaliera. E c’è l’affermazione di effetto, che non si confronta ma si verifica su un registro pubblico, perché è soggetta a un regime di autorizzazione.

  • Il peso dell’estratto non dice quanta sostanza di riferimento contiene: quel dato è la titolazione, espressa in percentuale.
  • Il rapporto di estrazione completa la titolazione e indica quanta pianta di partenza c’è dietro il peso dichiarato.
  • Un’affermazione di effetto è autorizzata, in attesa di valutazione, o priva di copertura, e i tre stati non si equivalgono.
  • La sola quantità comparabile fra due prodotti è il totale per dose giornaliera dichiarata, non il contenuto di una capsula.

Questa pagina si rivolge a chi legge un’etichetta prima o dopo l’acquisto. Non valuta prodotti, non ne consiglia e non ne sconsiglia, non indica posologie né durate di assunzione. Ogni domanda su un effetto atteso, su un’interazione con un farmaco, sulla gravidanza, sull’allattamento o su un bambino va al medico o al farmacista.

In questa pagina

Quattro righe da saper leggere

Peso, titolazione, rapporto

I tre numeri che rendono confrontabili due prodotti, e l’ordine in cui si leggono.

Che cosa l’etichetta ha il diritto di dire

Autorizzata, in attesa, inesistente: tre stati e una verifica pubblica.

L’INCI di un cosmetico

I primi ingredienti, gli allergeni da dichiarare, e ciò che «naturale» non garantisce.

Le quantità

Il numero che conta non è il più grande

Due barattoli senza marca di dimensioni diverse, affiancati, con etichette occupate da un blocco di testo fitto

Il peso dell’estratto per capsula, espresso in milligrammi, è il dato più visibile e il meno informativo preso da solo. Un estratto è una materia concentrata a partire dalla pianta, e la sua concentrazione nella sostanza di riferimento varia enormemente da un prodotto all’altro. Confrontare due pesi senza guardare la concentrazione porta regolarmente a preferire il prodotto che ne contiene meno.

La titolazione è quella concentrazione, espressa in percentuale e spesso seguita dal nome della sostanza di riferimento. Applicata al peso, dà i milligrammi effettivi. Il convertitore di titolazione fa questo calcolo sulle due etichette che ha in mano e restituisce anche il totale per dose giornaliera, che è la sola grandezza comparabile quando i formati differiscono.

Il rapporto di estrazione, scritto come due numeri separati da due punti, indica quanta pianta di partenza è servita per ottenere una parte di estratto. Completa la titolazione senza sostituirla: dice l’intensità della concentrazione, non il contenuto finale. Un’etichetta che riporta entrambi permette una lettura completa; una che ne omette uno lascia un margine di interpretazione.

Un errore di lettura ricorrente riguarda il peso della capsula. Il numero grande stampato sulla confezione è talvolta il peso totale dell’unità, eccipienti compresi, e non ha alcun rapporto con la quantità di estratto. Il dato utile sta nella tabella, alla riga della sostanza.

Resta un limite che nessun calcolo supera. Il solvente usato per l’estrazione, la parte della pianta impiegata e il procedimento cambiano il comportamento di un estratto a parità di titolo dichiarato, e queste informazioni compaiono raramente. La titolazione rende due prodotti confrontabili su una dimensione precisa, non su tutte.

Le affermazioni

Tre stati, non due

Un’affermazione di effetto su un prodotto alimentare non è semplicemente vera o falsa dal punto di vista normativo. Un’indicazione autorizzata è stata valutata e ammessa, con una formulazione di riferimento e condizioni d’uso che riguardano in genere una quantità minima di sostanza. Al di sotto di quella quantità, l’indicazione non può essere rivendicata anche se la sostanza è presente.

Le indicazioni relative alle sostanze botaniche occupano da anni uno stato particolare, detto in attesa: la valutazione non è conclusa, e in questo intervallo l’uso resta possibile a condizioni che dipendono anche dalla normativa nazionale. È la situazione più diffusa nel settore degli integratori vegetali, e spiega perché tante etichette affermano qualcosa che non figura fra le indicazioni ammesse senza essere per questo irregolari.

Il terzo caso è quello di un’affermazione che non corrisponde a nulla, né autorizzato né in attesa. Le formulazioni che evocano un effetto depurativo, drenante o disintossicante appartengono in genere a questa categoria. Trovarle su una confezione non dice che il prodotto sia cattivo; dice come viene venduto, e questo è già un elemento di giudizio.

La verifica è alla portata di chiunque, perché il registro europeo delle indicazioni è pubblico e si interroga per sostanza. È la stessa verifica che il verificatore di claim di questo sito rende più rapida, citando riga per riga la fonte e la data di consultazione.

Il caso dei cosmetici

Che cosa dicono i primi ingredienti di un INCI

Confezione di cartone aperta e distesa, con la lista degli ingredienti in caratteri minuti e le prime righe sottolineate, accanto a una matita

La lista degli ingredienti di un cosmetico segue una nomenclatura internazionale e un ordine imposto: gli ingredienti compaiono in quantità decrescente. I primi della lista costituiscono quindi l’essenziale del prodotto, e leggere solo quelli dà già un’idea più precisa di qualsiasi argomento di vendita stampato sul fronte della confezione.

Gli allergeni da dichiarare formano il secondo punto di lettura. Alcune sostanze devono comparire nominativamente quando superano una soglia, e la loro presenza non è un difetto del prodotto: è un’informazione destinata a chi vi è sensibile. Un cosmetico che contiene oli essenziali le riporta in genere in fondo alla lista.

Il termine naturale non ha, su un cosmetico, la portata che gli si attribuisce spontaneamente. Non garantisce l’assenza di ingredienti di sintesi, non è una certificazione, e non dice nulla sulla tollerabilità. Le certificazioni biologiche, quando esistono, rispondono a disciplinari privati che vanno letti per quello che dichiarano.

Questo sito legge le etichette e non consiglia gesti. Non pubblica routine, non propone ricette casalinghe e non valuta prodotti: si limita a spiegare come si legge una lista di ingredienti e dove si verifica ciò che essa dichiara.

Da leggere poi

Quattro pagine che entrano nel dettaglio

01

Titolazione e principio attivo: il numero che conta

Il calcolo fatto passo per passo su due etichette reali, con il totale giornaliero comparabile.

02

Claim EFSA autorizzati: cosa può dire un’etichetta

Come si interroga il registro pubblico, e che cosa significa concretamente lo stato in attesa.

03

Curcuma e piperina: perché la dose è dichiarata così

Il caso che illustra meglio di ogni altro lo scarto fra peso dichiarato e quantità reale.

04

INCI di un cosmetico naturale: leggere i primi cinque

L’ordine decrescente, gli allergeni da dichiarare e ciò che una menzione commerciale non garantisce.

Tutti gli articoli su etichette e titolazioni Converti una titolazione in milligrammi

Fonti

I testi che regolano queste dichiarazioni

Tutto ciò che questa pagina afferma sul piano normativo si verifica presso gli organismi seguenti, indicando la data di consultazione. Questi testi vengono aggiornati, e una verifica vecchia va rifatta prima di essere citata.

  • Commissione europea — registro delle indicazioni nutrizionali e sulla salute, banca dati degli ingredienti cosmetici
  • EFSA — pareri scientifici sulle indicazioni sulla salute
  • EUR-Lex — regolamenti sull’informazione al consumatore e sui prodotti cosmetici
  • Ministero della Salute — disciplina nazionale degli integratori alimentari, allegato 1

Le informazioni di questa pagina sono documentarie. Non sostituiscono il parere di un medico o di un farmacista, e non costituiscono una valutazione dei prodotti citati in etichetta.

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